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DEF: occasione per fare chiarezza sulle cifre e sugli obiettivi di crescita

DEF: occasione per fare chiarezza sulle cifre e sugli obiettivi di crescita

“Il Documento di Economia e Finanza che sarà varato domani dal Consiglio dei Ministri, dovrebbe contenere almeno due cose: chiarire quali sono i dati macroeconomici aggiornati e presi a riferimento dal Governo; anticipare le linee-guida della manovra finanziaria di fine anno in chiave antirecessiva”. Lo ha detto Mario Mantovani, presidente di Cida alla vigilia del varo del Def da parte dell’Esecutivo.

“Visto che non ci sarà una manovra bis, che gli annunci di una patrimoniale sono stati rispediti al mittente, che sulla flat tax c’è più polemica che concretezza, che non verrà chiarito come evitare gli aumenti dell’Iva previsti dalle clausole di salvaguardia – ha aggiunto Mantovani – sembra di capire che ci troveremo di fronte ad un Documento di economia e finanza molto prudente sui dati di bilancio pubblico aggiornati alla congiuntura internazionale. Sembra, anche, che gli obiettivi di sviluppo e di sostegno all’economia verranno concentrati in due decreti di accompagnamento, quello sulla crescita e lo sblocca-cantieri. Secondo stime attribuite al Mef i due provvedimenti valgono 0,2-0,3 punti di maggior crescita. Senza tener conto, altra stima, della spinta alla domanda interna provocata da 8 miliardi di Tfr anticipato ai dipendenti pubblici che andranno in pensione con Quota 100, e che sarà finanziato dalle banche. Obiettivi nettamente ridimensionati, a distanza di pochi mesi.

“Tutte le istituzioni economiche internazionali, le principali agenzie di rating e i maggiori centri studi hanno fornito le loro analisi sull’economia italiana. La recessione viene considerata prevalentemente endogena e retrocessa a stagnazione ma, senza distinguere fra ‘buoni e cattivi’ c’è un minimo comune denominatore: l’incertezza pesa sulle decisioni degli investitori, frena i programmi degli imprenditori, disorienta i risparmiatori e scoraggia i potenziali consumatori. Ecco perché – prosegue il Presidente CIDA – ci sentiamo di rivolgere un appello al Governo affinché il Def contribuisca ad alimentare certezze. Vale per le cifre, che devono essere chiare, condivise, capaci di fornire un quadro di riferimento certo e vale, ancor di più, per le azioni d’impulso all’economia. C’è molta confusione sulla durata di Quota 100 e sulle sue reali capacità di creare nuova occupazione, sulla flat tax come panacea dei nostri mali fiscali, sugli incentivi alle imprese, sui cantieri aperti o da aprire. Per non parlare della polemica sulle riserve auree, del destino dell’euro e dei rapporti con l’Europa, con la Cina, con gli Usa.

“Quella di domani potrebbe essere l’occasione per ricominciare a fare un po’ d’ordine nelle aspettative economiche, con un documento chiaro e responsabile, che finalmente consenta agli operatori di programmare azioni ed investimenti”, ha concluso Mantovani.

Rassegna Stampa

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