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Il digital manager favorirà anche le PMI

Il digital manager favorirà anche le PMI

Riportiamo di seguito alcune dichiarazioni rilasciate dal Presidente CIDA all’Adnkronos

Innovazione è una parola chiave per lo sviluppo dell’Italia e “c’è una misura promossa da questo governo che sicuramente può aiutare la diffusione dell’innovazione: quella sulla digital innovation e sul digital manager, una misura che per una volta finanzia le competenze e non solo investimenti su macchine e software”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Mario Mantovani, presidente della Cida, la confederazione dei dirigenti pubblici e privati.

L’Italia è un Paese “che ha molte competenze -aggiunge Mantovani- e, quando i manager sono messi in condizione di svilupparle, portano buoni risultati, come nel caso dei colleghi che lavorano a livello internazionale che spesso hanno ottime performances”. Per l’innovazione “noi siamo pronti: stiamo preparando un elenco -ribadisce il presidente della Cida- e stiamo formando e qualificando i nostri manager che, magari, hanno le competenze tecniche, ma devono avere anche quelle gestionali e manageriali per portarle nelle piccole realtà meno abituate a investire sull’innovazione, in modo tale da favorire anche e soprattutto il loro sviluppo”.

“L’Italia -spiega il presidente della Cida- ha un sistema di aziende molto disomogeneo: ci sono territori che hanno performance molto positive, che non riguardano solo la manifattura che esporta, ma anche le aziende della distribuzione avanzata, del commercio e dei servizi, settori dove sono stati 5 anni di crescita. Il problema sta in altri settori come le costruzioni o certi territori che hanno poca presenza di imprenditorialità votata alla crescita. Oggi, invece, l’Italia ha bisogno di avere più aziende votate alla crescita”.

E non è una questione di dimensioni, ci tiene a sottolineare Mantovani: “Anche aziende piccole, se hanno un piano di crescita, possono accedere a capitali, conoscenze, in maniera molto più agevolata di 15-20 anni fa. Questo dovrebbe essere il mantra dell’imprenditore italiano: fare ogni giorno un passo per la crescita. Fino a che, invece, si rimane nella logica del controllo dell’azienda (che chiaramente crescendo si tende a perdere) e fin quando ci sono resistenze all’introduzione di manager e di nuove professionalità, di investimento in nuove conoscenze e competenze, saremo sempre vincolati a rimanere in settori che crescono poco e remunerano poco i dipendenti”.

Un circolo negativo, aggiunge Mantovani, che “non innesca neanche una crescita dei redditi e il cui risultato è quella che appare come una stagnazione quasi irreversibile in questi anni”.

Eppure, la domanda di manager è in crescita. “Nel nostro settore -conferma Mantovani- la crisi è stata superata. Io vengo dal terziario dove abbiamo avuto un paio di anni di lieve diminuzione (2011-12), ma sia prima che dopo abbiamo avuto crescita di lavoro per i dirigenti”.

“In realtà, c’è una forte domanda di professionalità manageriale -assicura Mantovani- che però non sempre si incontra con la struttura dell’impresa, perché se l’azienda è di dimensioni troppo limitate fatica ad inserire un manager e a sostenerne i costi. Ma tutti gli studi sul futuro del lavoro mostrano che la domanda di managerialità è in aumento, e siamo ottimisti”.

Le aziende, l’organizzazione, i processi e i prodotti del lavoro cambiano a forte velocità e anche il manager 4.0 è una figura nuova. “Il manager -osserva Mantovani- non è in effetti più il vertice di una piramide di persone, il ‘capoufficio’ di una volta. E’ sempre un portatore di competenze evolute e di livello elevato, ma questo è il punto di accesso. In più, oggi, ciò che caratterizza il manager è la capacità di guidare un team di persone e di assumersi responsabilità di tipo finanziario ed economico. C’è anche la dimensione di affrontare e gestire i rischi, quindi di avere le metodologie che permettono a un’organizzazione di ridurre i rischi”.

“Anche Cida, quindi, sta cambiando, come stanno cambiando le aziende. La Confederazione raggruppa manager sia pubblici sia privati e io vedo una necessità e molti segnali di innovazione anche nel settore pubblico: c’è una generazione di dirigenti pubblici che non può essere associata al Moloch della burocrazia, sono persone che hanno capacità volontà e desiderio di cambiare in meglio il futuro delle loro organizzazioni”, conclude Mantovani.

Rassegna Stampa

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