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UN CANTIERE APERTO PER L’UMBRIA DEL FUTURO

UN CANTIERE APERTO PER L’UMBRIA DEL FUTURO

Lettera aperta ai candidati presidenti della Regione Umbria

Egregie/i Candidate/i alla Presidenza,
l’Umbria in questi anni, come evidenziato da tutti gli indicatori, ha mostrato la sua fragilità in termini di tenuta: è stata tra le prime regioni a subire gli effetti della crisi e sarà probabilmente tra le ultime ad intraprendere la strada della ripresa. Si parla, non a caso, di regione più amalgamata al Sud del Paese che al Centro-Nord. Questa situazione di “declino conclamato”, aggravata dagli effetti pro-vocati dal terremoto, rischia di divenire una costante endemica e irreversibile, con preoccupanti ricadute sull’intero sistema regionale del futuro.

La CIDA, il sindacato che in Umbria rappresenta un migliaio di iscritti tra dirigenti e alte professionalità di tutti i settori socio-produttivi, pubblici e privati del Paese, raccolti in 11 Federazioni (industria, commercio e servizi, pubblica amministrazione, sanità pubblica e religiosa no-profit, Banca d’Italia, agricoltura, assicurazioni, terzo settore, ricercatori universitari, Consob), rivolge un appello ai candidati alla Presidenza della Giunta Regionale e di riflesso ai candidati delle liste dei partiti e delle liste civiche, affinché la prossima legislatura si trasformi in un’opportunità di svolta e di cambiamento.

La crisi non è “invincibile”. Può essere sconfitta con una serie di interventi mirati, che in 7 punti sintetici proponiamo alla vostra attenzione:

  1. SVILUPPO
    Valorizzare e sviluppare le eccellenze, attraverso una politica attiva a sostegno dei settori della manifattura, agro-alimentare, servizi, ricerca e cultura. Serve un approccio di sistema: il rafforzamento del legame tra aziende, Università e finanza; la creazione di un incubatore di start-up che favorisca la nascita e lo sviluppo di imprese innovative; investimenti nel settore della ricerca “green” per nuove opportunità produttive, eco-compatibili e ad alto valore aggiunto; formazione di figure professionali di alto profilo.
  2. RIEQUILIBRIO TERRITORIALE E RICOSTRUZIONE
    Esaltare le vocazioni territoriali e le peculiarità dei centri storici, attraverso un riequilibrio in termini strutturali, che abbandoni le politiche distributive per potenziare le vocazioni territoriali, secondo un piano di sviluppo strategico di carattere regionale e macro-regionale; far ripartire i cantieri e velocizzare la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma, semplificando le procedure con una nuova Legge sul Terremoto.
  3. SANITÀ
    Chiarire la mission degli ospedali, della sanità territoriale e delle risorse loro dedicate (alta specialità, ambulatoriale, cure territoriali). Le aziende Ospedaliere dovranno dividersi le alte specialità incrementando i volumi di casistica evitando interessi competitivi. Garantire la crescita della sanità ospedaliera e territoriale come la loro integrazione potenziando le aggregazioni di specialisti sul territorio per favorire la prevenzione, la gestione delle cronicità, ed evitare l’uso improprio del pronto soccorso.
  4. AGRICOLTURA
    Rendere più competitive le aziende agricole favorendo ogni forma di miglioramento fondiario e di accorpamento aziendale; superare l’eccesso di burocrazia e armonizzare le norme dell’agro-alimentare con quelle delle Regioni limitrofe; sviluppare una Zootecnia secondo criteri di filiera, che valorizzino le razze locali; incentivare la produzione e la vendita dei prodotti a “Km zero”; coinvolgere il mondo scientifico nella ricerca e nella sperimentazione di nuove tecniche di produzione e di prodotti differenziati.
  5. FATTORE UMANO
    Ridisegnare il “sistema regionale” legandolo al mondo della Scuola, dell’Università, dell’ITS, della Formazione Professionale, degli Enti Locali e delle Aziende per rispondere alle esigenze di cambiamento e di efficienza sviluppando le competenze e finalizzandole alla gestione dei processi innovativi, orientati anche ad arginare la “fuga dei cervelli”; favorire l’aggiornamento permanente e sostenere l’alternanza Scuola-Lavoro; adeguare l’edilizia scolastica.
  6. TURISMO
    Migliorare la presenza dei turisti in Umbria rafforzando l’identità regionale dell’offerta, la sua attrattività e il suo grado di accessibilità; valorizzare le specificità eliminando le contraddizioni e favorendo la crescita della cultura eco-sostenibile; superare la frammentazione del marketing territoriale, unificando la comunicazione; potenziare la rete infrastrutturale e adeguare i collegamenti da e per l’Umbria.
  7. URGENZE
    Utilizzare i fondi strutturali europei della Programmazione 2021-2027 per rafforzare il settore produttivo e manifatturiero umbro, attraverso : lo sviluppo di reti d’impresa; forme di partecipazione al capitale di rischio di PMI; introduzione di strumenti di agevolazione per l’accesso al credito; sostegno allo sviluppo di tecnologie digitali (Industria 4.0); incentivi per lo sviluppo di imprese innovative (start-up); crescita dell’internazionalizzazione anche attraverso forme di partnership pubblico-privato. Rilanciare l’Area di crisi complessa Terni-Narni con iniziative e strumenti di politica attiva, coinvolgendo le multinazionali presenti sul territorio.

Questi 7 punti programmatici, sebbene sommari, rappresentano un’opportunità e allo stesso tempo una sfida per la futura classe dirigente. Serve un nuovo metodo di approccio di tipo manageriale, che coinvolga gli operatori pubblici (dalla selezione alla rotazione, promuovendo gli interscambi),nonché quelli privati. Serve un progetto sinergico con tutti gli attori sociali: un “cantiere”, un incubatore di idee e progetti capace di mettere a rete idee e competenze in un quadro nazionale, europeo ed extra-europeo. L’idea di fondo è di rivedere insieme la pianificazione territoriale e di aprire l’Umbria e il suo sistema alla “città-mondo”: accrescendo il suo potere contrattuale nelle sedi istituzionali; esaltandone unicità e pluralità, elementi questi caratterizzanti della sua identità regionale e vero motore di crescita e innovazione futura.

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