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UE: la nuova squadra conferma la validità ideale ed il progetto dell’Unione Europea

UE: la nuova squadra conferma la validità ideale ed il progetto dell’Unione Europea

“Con l’elezione dell’italiano Davide Sassoli alla presidenza del Parlamento europeo, si completa la squadra che dovrà guidare l’UE nei prossimi anni. E nonostante le difficoltà e i compromessi di ogni mediazione, il messaggio che ne deriva è chiaro: gli ideali e il progetto dell’Unione Europea sono ancora vitali; ora sta alle donne e agli uomini che reggono le istituzioni, calarli nella realtà e renderli attuali”. Lo ha detto Mario Mantovani, Presidente CIDA, commentando le nomine designate ai vertici dell’UE.

“I manager e i dirigenti europei, si sono chiaramente espressi a favore dei principi fondatori dell’UE e si sono mobilitati nelle recenti elezioni per affermarne i valori e tradurli in fatti concreti. E le novità che arrivano da Strasburgo e da Bruxelles sembrano darci ragione: oltre alla conferma di un italiano alla presidenza del Parlamento europeo, per la prima volta c’è una donna alla guida della Commissione europea, la tedesca Ursula Von Der Leyen e, ancora per la prima volta, c’è una donna a capo della Bce, la francese Christine Lagarde. Riparte da qui la nuova legislatura europea: da due volti femminili che segnano una svolta nella storia delle istituzioni UE, ma che al tempo stesso ribadiscono con chiarezza la matrice comunitaria delle leadership europee superando, senza ignorarli, i richiami nazionalisti dei governi del momento.

“La vita e l’impegno professionale delle due donne – prosegue il Presidente CIDA – sono una testimonianza di competenza, coerenza e grande capacità di mediazione. Doti di leadership che mai come in questo momento sono necessarie in Europa. E se confidiamo che chi guiderà la Bce seguirà il solco tracciato da Mario Draghi, per la futura presidente della Commissione Ue parlano il suo impegno a favore della famiglia e del lavoro. Temi quanto mai attuali e che in Italia registrano segnali allarmanti, vedi i dati Istat sul calo demografico o l’insofferenza delle multinazionali ad operare nel nostro Paese.

“Insomma, lungi dal soccombere alla spinta populista e nazionalista, l’UE rinsalda i gangli vitali del suo essere una condivisione di ideali, principi e ricerca comune del benessere economico e sociale. E’ con questo spirito che i dirigenti e i manager salutano i nuovi leader europei, pronti a collaborare al progetto comune con le proprie competenze e capacità”, ha concluso Mantovani.

 

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