Mezzanotte: «Un modello di concertazione che mette competenze, lavoro di qualità e sostenibilità al centro dello sviluppo regionale mettendo a disposizione le competenze dei manager»
Bologna, 8 settembre 2026 – Sviluppo sostenibile, lavoro e imprese di qualità, riduzione delle disuguaglianze e transizione ecologica. Sono questi gli assi portanti del Patto per il lavoro, per il clima e l’economia sociale della Regione Emilia-Romagna, sottoscritto oggi presso la sede della Regione da 59 realtà tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali e corpi intermedi.
Tra i firmatari anche CIDA – Confederazione Italiana Dirigenti ed Alte Professionalità Emilia-Romagna, rappresentata da Cristina Mezzanotte, Segretario CIDA Emilia Romagna.
«La firma di questo Patto conferma la capacità dell’Emilia-Romagna di costruire il proprio futuro attraverso il confronto e la partecipazione delle diverse componenti della società e dell’economia – dichiara Cristina Mezzanotte –. Come rappresentanza dei manager e delle alte professionalità vogliamo contribuire mettendo a disposizione competenze, capacità manageriali e cultura dell’innovazione. Le grandi transizioni che abbiamo davanti devono tradursi in sviluppo sostenibile, imprese più competitive e inclusive e, soprattutto, lavoro di qualità. È una responsabilità comune verso le persone, le nuove generazioni e il territorio».
Il Patto rappresenta un modello avanzato di concertazione e responsabilità condivisa, che riunisce istituzioni e parti sociali attorno a un progetto comune per il futuro dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è accompagnare le trasformazioni economiche, sociali e ambientali mettendo al centro la comunità e ricucendo le distanze tra centri e periferie, pianura e montagna, persone, generi e generazioni.
In questo percorso assume un ruolo strategico il contributo dei corpi intermedi, chiamati a fare da ponte tra istituzioni, imprese, lavoratori, professionisti e comunità. Il loro coinvolgimento nella costruzione del Patto consente di portare ai tavoli decisionali competenze, conoscenza dei territori e dei bisogni reali, contribuendo a trasformare obiettivi condivisi in politiche e azioni concrete. Una funzione essenziale per rafforzare partecipazione, coesione sociale e qualità delle decisioni.
Quattro gli obiettivi del Patto: crescere, investendo sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di governare il cambiamento; stare bene insieme, contrastando le disuguaglianze e garantendo pari opportunità; generare lavoro e sviluppo di qualità, sostenendo innovazione, imprese, professionalità e attrazione dei talenti; essere sostenibili, accelerando la transizione ecologica verso la neutralità carbonica entro il 2050 e puntando a produrre entro il 2035 energia da fonti rinnovabili pari al 100% dei consumi elettrici regionali.


