
di Silvia Pugi – Vicesegretario Generale CEC
Con il progetto AI-MANAGE, CEC European Managers lancia una guida pratica per un milione di leader: ottimizzare il business difendendo il lavoro.
Bruxelles, 04-06-2026. I dibattiti sull’Intelligenza Artificiale parlano troppo di rischi, non abbastanza di opportunità e poco di governance. Eppure l’AI è già diventato il pilastro della competitività delle imprese.
CEC European Managers lancia il progetto europeo AI-MANAGE, per promuovere e guidare l’adozione pratica dell’AI nelle aziende.
L’obiettivo è costruire un modello di uso dell’AI che sia “good for business and good for people”, efficace per il business e contemporanemanete rispettoso delle persone, posizionando i manager come protagonisti dell’innovazione.
Il problema di governance dell’AI
Dopo l’era della digitalizzazione, è arrivata l’Intelligenza Artificiale a cambiare in profondità intere catene del valore e, con loro, il lavoro delle persone.
La prima ondata di intelligenza artificiale nelle imprese è stata dominata dai tool di produttività. La maggioranza di chi lavora in azienda usa strumenti AI che nessuno ha autorizzato. Sono spesso tool gratis, comodi e le persone hanno imparato presto a sfruttarli. Poi sono arrivate soluzioni scelte dall’azienda, con uno impatto più ampio, a volte anche con l’effetto di sostituire personale con agenti AI.
Peccato che la governance delle aziende non stia reggendo il passo.
La prima reazione è quella di scrivere una bella policy sull’uso dell’AI, o creare un comitato. Ma una policy è solo un’illusione di leadership.
A tutto questo si aggiunge la necessaria compliance con il regolamento euroepeo AI Act, che sta entrando a regime per fasi e già pone sulle aziende degli obblighi importanti. Ma in realtà non esistono ancora indicazioni complete su come l’IA debba essere utilizzata in modo responsabile sul posto di lavoro.
Il progetto AI-MANAGE ha proprio l’obiettivo di sviluppare le linee guida e gli strumenti necessari alle parti sociali per valutare le sfide e le opportunità delle applicazioni di IA e il loro uso responsabile nei contesti lavorativi.
Il focus del progetto
Nel contesto del lavoro e della trasformazione digitale, i manager si trovano a valutare due tipi di sistemi, applicazioni e strumenti di Intelligenza Artificiale:
- IA generativa – Generative AI, cioè l’algoritmo che crea
- IA per la gestione algoritmica – Algorithmic Management AI, cioè l’algoritmo che decide.
L’IA generativa si configura come un “assistente virtuale” al fianco del lavoratore, focalizzato sull’aumento della produttività individuale e sullo stimolo della creatività.
Questa tecnologia si inserisce nei flussi operativi di quasi tutti i ruoli e livelli aziendali — dai programmatori ai creativi, dallo stagista al CEO — offrendo la capacità di produrre contenuti inediti (come testi, codice software o immagini) e automatizzare compiti ripetitivi di ricerca e sintesi. Un esempio pratico è Gemini che aiuta a tradurre e riassumere testi, o Claude che velocizza il lavoro di uno sviluppatore software.
L’integrazione dell’IA generativa mira principalmente a ottimizzare i tempi di esecuzione, ridurre il carico di lavoro manuale e, di conseguenza, innalzare il livello di soddisfazione e performance complessiva del dipendente.
A livello di rischi, l’IA generativa richiede di fare attenzione all’accuratezza degli output (vedi il tema delle “allucinazioni”), alla protezione dei dati aziendali e al copyright.
L’IA per la gestione algoritmica opera con una logica “dall’alto”, e sostituisce parzialmente o totalmente le funzioni tradizionali del management umano.
Questi sistemi analizzano flussi massivi di dati comportamentali e operativi per prendere decisioni, coordinare, monitorare e valutare le prestazioni dei lavoratori, trovando applicazione in ambiti critici come il reclutamento automatizzato, l’assegnazione dei turni e la sorveglianza delle performance.
Un esempio pratico: un software che definisce i turni in automatico, oppure una piattaforma HR che scansiona i volti dei candidati durante un colloquio video per valutarne l’idoneità.
Se da un lato questa tecnologia ottimizza l’efficienza organizzativa, dall’altro introduce forti criticità etiche e normative, legate alla trasparenza dei criteri decisionali (vedi il tema di algoritmo come scatola nera), al rischio di sorveglianza invasiva e alla necessità di preservare l’umanizzazione del rapporto di lavoro. Infatti nel Regolamento europeo dall’AI Act molte soluzioni di AI per la gestione algoritmica sono classificate ad alto rischio, e sono assoggettate a regole molto stringenti, con multe per le aziende inadempienti che possono arrivare fino al 7% del fatturato.
La soluzione offerta dal progetto AI-MANAGE
Il progetto AI-MANAGE vuole fornire ai decisori in azienda soluzioni concrete per l’implementazione e la gestione dell’AI agentica e dell’Algorithmic Management.
Il progetto produrrà tre output:
- Linee Guida Intersettoriali
Definizione di standard europei intersettoriali per l’uso responsabile dell’IA e della gestione algoritmica, con particolare attenzione ai processi di recruiting, valutazione delle prestazioni e sviluppo strategico del personale.
- AI Management Toolbox.
Una piattaforma di strumenti pratici progettata per supportare l’integrazione dei sistemi automatizzati e dell’IA generativa all’interno delle strutture aziendali, per supportare e promuovere l’uso dell’IA sul posto di lavoro nel rispetto delle persone.
- Percorsi di upskilling e reskilling delle competenze dei manager:
Moduli formativi dedicati a potenziare le competenze dei manager, rendendoli capaci di promuovere, implementare e gestire un uso dell’IA che ottimizzi i processi lavorativi per l’intera organizzazione.
I partecipanti al progetto
Per il suo ruolo strategico, volto a garantire che la transizione europea all’IA rafforzi sia la performance economica sia la coesione sociale, il progetto AI-Manage ha ottenuto il finanziamento della Commissione Europea nell’ambito del bando SOCPL-2025-SOC-DIALOG.
Un valore aggiunto del progetto è la sua natura intersettoriale e transeuropea, che unisce le prospettive di associazioni di lavoratori e associazioni imprenditoriali di più paesi europei, in un dialogo sociale moderno e produttivo.
La portata del progetto è garantita dai numeri delle organizzazioni coinvolte: CEC European Managers, che rappresenta 1 milione di manager, è capofila del progetto; partecipano poi le assoziazioni sindacali manageriali Lederne Danimarca e CFE-CGC Francia, e le assoziazioni datoriali U2P (che accoglie 3,4 milioni di microimprese e PMI francesi) e Dansk Erhverv (20.000 aziende danesi).
Questa cooperazione garantisce che l’adozione dell’IA rafforzi simultaneamente la performance economica delle imprese e la qualità del lavoro, favorendo un ambiente basato sulla fiducia e sull’innovazione condivisa.
Il rigore metodologico del progetto è garantito dai partner accademici: in particolare, l’area metodologica sarà giuidata dalla Prof.ssa Theresa Treffers della Technical University of Munich (TUM).
I manager di tutti i paesi europei aderenti a CEC European Managers (in Italia Manageritalia e Federmanager) saranno poi coinvolti nel Comitato Scientifico e nei workshop di esperti.
Le tempistiche
Il progetto AI-Manage avrà una durata biennale, con alcuni eventi pubblici aperti a tutti i manager:
- Novembre 2026 (Malta): Conferenza di avvio per definire le sfide applicative e raccogliere i fabbisogni delle rappresentanze aziendali e sindacali.
- Settembre 2027 (Polonia): Presentazione delle best practice derivanti da uno studio condotto in Danimarca e Francia.
- Maggio 2028 (Parlamento Europeo): Presentazione finale dei risultati e della cassetta degli strumenti a beneficio dei decisori politici e delle parti sociali europee.
Investire nel capitale umano dei manager europei
L’innovazione tecnologica richiede una leadership consapevole e dotata di strumenti adeguati.
AI-MANAGE offre le linee guida operative affinché la dirigenza europea possa guidare il cambiamento digitale con efficacia.
Sostenere questo impegno significa promuovere un’Europa più competitiva e tecnologicamente autonoma, mantenendo il benessere delle persone e lo sviluppo delle competenze al centro dell’agenda economica.


