All’Auditorium della Conciliazione di Roma, una giornata di grande valore istituzionale per celebrare il contributo della dirigenza allo sviluppo del Paese. Mattarella: «L’Italia ha bisogno del vostro impegno».
Roma, 13 ottobre 2026. Ottant’anni di storia non sono soltanto un anniversario da celebrare. Sono il patrimonio di idee, conquiste, responsabilità e persone che hanno accompagnato la crescita dell’Italia, contribuendo a costruire il Paese che conosciamo oggi. Per CIDA, nata nel 1946 insieme alla Repubblica, questo anniversario ha rappresentato un momento particolarmente significativo: l’occasione per riconoscere il valore del cammino compiuto, rendere omaggio alle generazioni che lo hanno reso possibile e rinnovare l’impegno della dirigenza verso il futuro.
Un percorso che il 12 ottobre 2026, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, ha vissuto il suo momento più alto con la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle celebrazioni per gli ottant’anni della Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità.
Davanti a una platea di circa duemila persone, tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e sociale, dirigenti, alte professionalità e numerosi giovani, la cerimonia “Il futuro come responsabilità. Valori, Competenze, Visione” ha intrecciato memoria e prospettiva, raccontando una storia che appartiene non soltanto a CIDA e alle sue dieci Federazioni, ma anche alla vita economica, sociale e istituzionale dell’Italia.
Il riconoscimento del Presidente della Repubblica
La presenza del Capo dello Stato ha conferito alla celebrazione un valore istituzionale straordinario, ulteriormente rafforzato dalle parole del suo intervento.
Mattarella ha sottolineato il legame tra gli ottant’anni della Repubblica e quelli di CIDA, ricordando il contributo della dirigenza alla ricostruzione del dopoguerra, alla modernizzazione del Paese e al consolidamento delle istituzioni democratiche.
Un riconoscimento al ruolo svolto dalle competenze e dalle alte professionalità, ma anche alla responsabilità sociale che la Confederazione ha assunto fin dalle sue origini, andando oltre la tutela degli interessi professionali per contribuire al progresso dell’intera comunità nazionale.
Il Presidente della Repubblica ha richiamato alcune delle battaglie sostenute da CIDA, a partire dall’equità fiscale, e le grandi sfide del presente: la coesione sociale, il futuro del lavoro, il ruolo dell’Europa e le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale, che devono essere poste al servizio della persona e della sua dignità.
Particolarmente significativo il passaggio in cui Mattarella ha ripreso le parole del Presidente CIDA Stefano Cuzzilla: «Competenza come coesione; lavoro come sviluppo; futuro come responsabilità», riconoscendo in questi principi le ragioni del ringraziamento della Repubblica.
Un messaggio culminato nelle parole conclusive del Capo dello Stato: «L’Italia ha bisogno del vostro impegno».
Stefano Cuzzilla: la responsabilità di contribuire a determinare il futuro
Nel suo intervento, il Presidente CIDA Stefano Cuzzilla ha indicato nell’ottantesimo anniversario non soltanto un traguardo, ma l’inizio di una nuova stagione di responsabilità.
Dopo aver ripercorso il contributo della Confederazione e delle sue Federazioni alle principali trasformazioni del Paese, Cuzzilla ha rivolto lo sguardo ai prossimi vent’anni, fino al centenario del 2046.
«Non per prevedere il futuro. Ma per contribuire a determinarlo».
Al centro della sua riflessione, la necessità di ricostruire e rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni, tra imprese e lavoratori, tra generazioni. Una fiducia che rappresenta una condizione essenziale per la crescita economica, la coesione sociale e la capacità di affrontare il cambiamento.
Ampio spazio è stato dedicato ai giovani, al riconoscimento del merito e alla difesa del ceto medio, temi approfonditi anche dalla ricerca CIDA-Censis che ha accompagnato le celebrazioni. Un’indagine che restituisce l’immagine di nuove generazioni desiderose di crescere professionalmente, ma sempre meno convinte che impegno e talento trovino un adeguato riconoscimento.
Cuzzilla ha inoltre richiamato l’urgenza di un sistema fiscale più equo, di una pubblica amministrazione capace di valorizzare le competenze e di un sistema produttivo in grado di coniugare innovazione tecnologica e centralità della persona.
Questa visione ha trovato una sintesi nella Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, consegnata al Presidente della Repubblica insieme ai Presidenti delle dieci Federazioni.
Cinque i principi che ne definiscono l’impegno: La libertà si governa. La persona è il fine. Il merito è equità. La fiducia si costruisce. Il futuro si guida.
Un documento che non si limita a riaffermare i valori della Confederazione, ma rappresenta un impegno concreto della classe dirigente verso il Paese e le generazioni future.
La storia di CIDA e delle sue dieci Federazioni: ottant’anni di impegno per il Paese
La celebrazione ha dedicato uno spazio centrale alla storia della Confederazione e al contributo delle sue dieci Federazioni, espressione di professionalità e competenze diverse, unite da una comune idea di responsabilità.
Attraverso una mostra immersiva allestita nel foyer dell’Auditorium, i partecipanti hanno potuto ripercorrere gli ottant’anni di CIDA, suddivisi in quattro grandi stagioni, dal 1946 al 2026, attraverso immagini, contenuti multimediali e testimonianze. Un percorso che, partendo dalla memoria, si è proiettato verso il presente e il futuro della dirigenza.
A dare voce a questo racconto è stata la Direttrice di CIDA, Teresa Lavanga, che ha ripercorso le tappe fondamentali della Confederazione, dalle intuizioni del fondatore Giuseppe Togni fino alle trasformazioni più recenti.
Un viaggio attraverso la ricostruzione del dopoguerra, la nascita dei grandi strumenti di welfare, l’evoluzione del sistema produttivo, le riforme economiche e sociali e l’ampliamento della rappresentanza confederale.
Al centro del suo intervento, il valore delle dieci Federazioni, ciascuna portatrice di una storia, di competenze e di conquiste specifiche, ma tutte parte di un progetto comune. Un racconto che ha restituito la ricchezza e la pluralità della rappresentanza confederale, mostrando come CIDA abbia saputo tenere insieme esperienze professionali diverse e accompagnare, attraverso di esse, le grandi trasformazioni del Paese.
La partecipazione dei Presidenti delle Federazioni e la consegna condivisa della Carta al Capo dello Stato hanno reso tangibile il significato più profondo della rappresentanza confederale: una pluralità di competenze che trova nell’unità la propria forza.
Tre appuntamenti per raccontare le sfide della dirigenza
La giornata del 12 ottobre ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso di celebrazioni articolato in tre appuntamenti, attraverso i quali CIDA ha voluto unire il valore della propria storia a una riflessione sulle principali sfide del Paese.
Il primo, il 10 giugno 2026, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, è stato realizzato con AI4I – Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale nell’Industria e dedicato al tema “Leadership e governo dell’Intelligenza Artificiale”, con la presentazione dell’AI Management Index.
Il secondo, il 24 settembre 2026, presso il CNEL a Roma, è stato dedicato all’equità fiscale e alla sostenibilità del welfare, con la presentazione della ricerca sulle entrate fiscali realizzata dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.
Infine, il 12 ottobre, all’Auditorium della Conciliazione, la grande celebrazione istituzionale alla presenza del Presidente della Repubblica, accompagnata dalla ricerca CIDA-Censis dedicata ai giovani, al merito, al ceto medio e al futuro della classe dirigente.
Tre appuntamenti, un unico filo conduttore: riaffermare il ruolo della dirigenza e delle alte professionalità come risorsa strategica per lo sviluppo economico, sociale e democratico dell’Italia.
Con gli ottant’anni, CIDA non chiude soltanto un capitolo importante della propria storia. Ne apre uno nuovo, con la consapevolezza che il valore di quanto costruito si misura soprattutto nella capacità di continuare a contribuire al futuro del Paese.
Rivivi le celebrazioni degli 80 anni di CIDA
Interventi istituzionali
- Discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
- Discorso di Stefano Cuzzilla, Presidente CIDA
- Discorso di Teresa Lavanga, Direttrice CIDA
Documenti e approfondimenti


